Le pagine che state leggendo parlano soprattutto di libri, una realtà fragile ed esplosiva al tempo stesso. Questi segni grafici, in verità sono creature viventi perchè parlano di vita e di morte, di bene e di male, di splendori e miserie, di vita e di morte.
E' per questo che ha senso il parallelo stabilito da Paul Valéry nel suo saggio sulla Letteratura tra il libro e l'uomo. Il fuoco incenerisce il libro e la nostra carne; l'umido sgretola le pagine e le nostre ossa; le belve calpestano i fogli e artigliano i nostri corpi; il tempo dissolve le carte e consuma la nostra vita.
Ma alla fine c'è un quinto nemico più insidioso ed è quello interno a entrambi i soggetti: il contenuto.
Non è certo per esaltare un "Indice" o una censura che condividiamo le parole del poeta francese. E' solo perchè è scontato che esistono persone e libri vacui e fatui, perversi e maligni, figli del silenzio e figli della chiacchiera. E allora possiamo rifugiarci dietro l'autorità di Bacone che, nei sui Saggi, non esitava a proporre questo consiglio: "Alcuni libri vanno assaggiati, altri inghiottiti, pochi masticati e digeriti".
Gianfranco Ravasi, articolo sul "Il sole 24 ore" del 3 luglio 2011
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