Mentre la madre obbliga severamente Mario a riordinare la stanza, il padre entra e ridendo esclama: "Proprio tu, che sei la donna più disordinata che io conosca!". Oppure il padre sta allenando il ragazzo per un torneo di calcio, quando la madre si intromette: "Non stancarlo con queste sciocchezze che deve ancora fare i compiti!". Sono discrepanze solo apparentemente casuali che rivelano però un disaccordo di fondo.
Quale importanza attribuire all'ordine, alla pulizia, alla proprietà, al denaro, al cibo, al gioco, alle convenienze, alla competizione, all'amicizia, alla coerenza, alla sincerità, all'obbedienza non può essere deciso di volta in volta. Occorre condividere una visione di massima, un ordine di priorità, uno stile di rapporto. Sulla singola situazione le differenze sono sempre possibili, ma è meglio non intervenire direttamente di fronte al ragazzo; si potrà sempre discuterne in un secondo momento. I figli sono infatti abilissimi a dividere i genitori, a porli in contraddizione tra di loro, a giocarli l'uno contro l'altro.
Parole di Silvia Vegetti Finzi tratte da "Il romanzo della famiglia", 1992, Mondadori, Milano
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